Terapia 2011-A/1



Trascrizione della sessione di Terapia 2011-A/1.
I nomi dei pazienti sono stati censurati per motivi di riservatezza.

Sono presenti i Soggetti L, R, A. I pazienti hanno preso lo Mnemosyne, hanno scritto gli Spunti Mnemonici e li hanno raccolti in una ciotola al centro del tavolo.
 
Il Soggetto R consegna un penny al Soggetto L dicendo: “Ti aiuterò a ricordare”.

Ora il Soggetto L dispone di 2 penny: è il Viaggiatore. Legge la prima Domanda del Questionario: “Rievoca un ricordo piacevole.”

Pesca quindi uno Spunto Mnemonico, apre il foglietto e legge ad alta voce: “L’odore dell’erba appena falciata”

Soggetto R:  “Avevi appena finito di falciare il prato dei vicini per guadagnarti qualche soldo?”

Soggetto L:  Sì, e il sole quel giorno spaccava le pietre.”

Soggetto A:  “Era da molto che risparmiavi per comprarti una macchina vero?”

Soggetto L: Sì, e già immaginavo come sarebbe stato bello girare con una decappottabile, seppure un po’ vecchia.”

Il Soggetto R pone un’altra domanda in quanto è lui ad aver dato il penny iniziale al soggetto L.

Soggetto R: “Appena ritirata la macchina saresti corso ad invitare Anna ad un picnic al lago?”

Soggetto L: Sì, e per questo avevo una gran fretta di ritirare i soldi dal vicino.”

Ora il Soggetto L sembra essere più sicuro, raccoglie i pensieri ed inizia a raccontare.
Soggetto L: Mi ricordo che una volta, avevo appena compiuto la maggiore età, il traguardo per quelli come me che desideravano terribilmente un auto. I miei non me l’avrebbero mai presa, sia chiaro, ed era per questo che avevo iniziato a lavorare come un pazzo, ogni piccolo lavoretto, ogni lavoro saltuario che trovavo, cameriere, giardiniere, portapizze.
Avevo poco tempo, perché da lì a poco sarebbe ricominciata la scuola, e a quel punto mi potevo sognare l’auto e tutti i connessi: non avrei potuto fare colpo su Anna, la ragazza più bella della scuola. Sapevo che solo con un auto avrei avuto qualche speranza. Ormai mi rimaneva da racimolare solo qualche deca.
I vicini che mi chiesero se potevo sistemargli il giardino furono manna dal cielo: presto quella decappotabile usata su cui avevo puntato gli occhi sarebbe stata mia.
Passai tutta la mattina lavorando come un forsennato: mi asciugai il sudore dagli occhi solo quando l’ultimo pezzo di prato era stato falciato alla perfezione. Guardai l’orologio: avevo ancora decisamente tempo per ritirare l’auto e chiamare Anna.
Stavo sistemando gli attrezzi quando Chiara, la figlia dei vicini, mi si avvicinò con un bicchiere di limonata. Aveva più o meno la mia età, una ragazzina dai capelli biondi mossi che consideravo poco più che un’amica, a volte addirittura una scocciatura: si impicciava sempre nei miei affari, come se volesse controllare ogni cosa che facevo. «Non hai sete con tutto questo sole?» mi chiese, offrendomi il bicchiere di limonata con un sorriso imbarazzato. Diedi uno sguardo all’orologio: non avevo assolutamente tempo da perdere…”
Si rivolge al Soggetto R e gli offre uno dei propri penny: “Cosa ho detto o fatto allora?”

Il Soggetto R ci pensa un attimo, come interdetto, poi risponde: “Hai visto qualcosa nei suoi occhi che non avevi mai notato. Ti sei fermato, hai accettato la limonata e sei finito a parlare con Chiara per tre ore, seduto sull’erba nel suo giardino.”

Soggetto L (mostrando lo stesso penny al Soggetto A): “Oppure…”
Soggetto A: “Le hai voltato bruscamente le spalle, dicendo «Non mi piace la limonata.» e ti sei allontanato senza voltarti.”

Continua…

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